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sabato 21 maggio 2016

Il tema del mese: la pastiera napoletana

Da "La Cucina Napoletana" di Jeanne Caròla Francesconi:
Tradizionale e immancabile il giorno di Pasqua su ogni mensa napoletana, la pastiera è quasi un'intima parte del popolo napoletano che annualmente riemerge, perfino in questa nostra era ansiosa di abolire tutto ciò che è tradizionale.  
Nessuno sfugge al fascino della pastiera, fascino dovuto non tanto alla golosità quanto ad un inconscio sentimento d'amore che si rinnova di padre in figlio. 
E' certo che di questo dolce, antesignano, per il suo profumo, della imminente primavera, in periodo pasquale si fa un gran parlare. 
Ogni famiglia ha la sua personale ricetta, variata soprattutto nelle proporzioni: chi vi mette la crema e chi no; l'uno la preferisce molto profumata di acqua di fiori d'arancio, l'altro invece fa di quest'ultima un uso molto parsimonioso. 
Tutti però discutono sulle regole e sui propri gusti; si rammaricano se la pastiera di quest'anno è riuscita meno bene di quella dell'anno precedente, se ne gloriano se si verifica il contrario e se la scambiano per poterla reciprocamente giudicare, comunicandosi dosi ed accorgimenti. E poichè la pastiera si conserva almeno per una settimana, i giorni successivi alla Resurrezione sono punteggiati di piccoli assaggi (di mattina accompagnata da una tazza di caffè, la pastiera è gustosissima) che prolungano la festosa atmosfera pasquale fino a quando il 'ruoto' non resti completamente vuoto. 
E l'anno dopo si ricomincia.

«E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n'asserceto formato.»

(Giambattista Basile, La gatta cenerentola)


Storia


La pastiera, probabilmente, sia pure in forma rudimentale, accompagnava le feste pagane che celebravano il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente. Il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta del ripieno potrebbe derivare direttamente dal pane di farro tipico delle nozze romane dette appunto "confarreatio". Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, a base di latte e miele che i catecumeni ricevevano come offerta nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale.
Nell'attuale versione fu forse inventata in un ignoto monastero napoletano dove una suora volle che in quel dolce, simbolo della Resurrezione di Cristo, si sentisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale. Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano che dal nero della terra in cui viene seminato germoglia e risorge splendente come oro. Aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, il cedro e le spezie venute dall'Asia.
È storia nota poi che le suore dell'antichissimo convento di San Gregorio Armeno si aggiudicarono la reputazione di maestre nella complessa manipolazione della pastiera e nel periodo pasquale ne confezionavano in gran numero per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia.
Ogni brava massaia napoletana si ritiene detentrice dell'autentica, o della migliore, ricetta della pastiera. Ci sono tuttavia due scuole di pensiero a riguardo: la più antica insegna a mescolare alla ricotta semplici uova sbattute; la seconda, decisamente innovatrice, raccomanda di mescolarvi una densa crema pasticciera che la rende più leggera e morbida, innovazione dovuta al dolciere-lattaio Starace la cui bottega sorgeva in un angolo di Piazza Municipio e che ora non esiste più.
La pastiera va confezionata con un certo anticipo, non oltre il Giovedì o il Venerdì Santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui è intrisa di ben amalgamarsi in un unico e inconfondibile sapore. Appositi "ruoti" di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, in essi viene venduta e anche servita, poiché è assai fragile e a sformarla si rischia di rovinarla irrimediabilmente.
Leggenda
La leggenda fa risalire le origini della pastiera al mito di Partenope, la sirena che, incantata dalla bellezza del golfo, disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, fissò lì la sua dimora. Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque per salutare le genti che popolavano il golfo, allietandole con canti d’amore e di gioia.Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti: accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d’amore che la sirena aveva loro dedicato e, per ringraziarla di un così grande diletto, decisero di offrirle quanto di più prezioso avessero, così sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnarle dei doni: la farina, forza e ricchezza della campagna; la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura; l’acqua di fiori d’arancio, per il loro profumo; le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo; infine lo zucchero, per esprimere l’ineffabile dolcezza profusa dal suo canto.
La sirena, felice per i tanti doni, quando si inabissò per fare ritorno alla sua dimora, depose le offerte ai piedi degli dei e questi, inebriati anch'essi dal suo soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima pastiera che eguagliava e, anzi, superava in dolcezza il canto della stessa Partenope.
C'è poi anche una leggenda più realistica che narra che di alcuni pescatori rimasti in balìa delle onde per un giorno ed una notte a causa di un improvviso maltempo. Costoro, una volta riusciti a rientrare sulla terraferma, interrogati su come avessero potuto resistere in mare per così tanto tempo, risposero che avevano potuto nutrirsi della 'Pasta di Ieri', fatta con ricotta, uova, grano ed aromi e anche per ciò la Pastiera iniziò ad essere simbolo di rinascita, oltre che per gli ingredienti, perché aveva dato una chance di sopravvivenza a dei pescatori.

Ingredienti

per la pasta frolla:

- 250 g di farina
- 125 g di burro o sugna
- 125 g di zucchero
- 3 tuorli

per il grano:

- 170 g di grano precotto
- 350 ml di latte
- la buccia grattugiata di mezza arancia o limone
- una noce di burro o sugna
- 1 cucchiaino di zucchero
- 1 pizzico di vaniglia

per il ripieno:

- 125 g di ricotta di pecora
- 170 g di zucchero
- 3 tuorli d'uovo
- 2 albumi
- 50 g di acqua di fiori d'arancio
- 20 g di cedro candito
- 20 g di arancia candita
- 30 g di cocozzata (zucca candita)
- un pizzico di cannella in polvere


PREPARAZIONE

Cominciate dalla cottura del grano perciò ponetelo in una pentola capiente assieme al latte, la buccia d'arancia, lo zucchero, il burro e la vaniglia e lasciate andare a fuoco lento per circa un'ora o, almeno, fino a che il latte non si sarà assorbito abbastanza da creare assieme al resto una crema. Spegnete e lasciate raffreddare.

La preparazione della frolla è semplicissima: fate una fontana con zucchero e farina, ponete al centro i tuorli e il burro freddo a tocchetti. Con le punte delle dita sbriciolate il burro con la polvere e impastate quanto basta perchè si formi una palla che metterete a riposare per circa mezz'ora in frigorifero.

Per quanto riguarda il ripieno, pesate la ricotta, passatela al setaccio e mescolatela con lo zucchero per qualche minuto. Aggiungete i tuorli uno alla volta (lasciando da parte i due albumi che monterete a neve), il grano cotto, i canditi a pezzettini, la cannella e l'acqua di fior d'arancio: quest'ultima va aggiunta gradualmente ed eventualmente non tutta se non è di vostro gusto l'aroma. Date una mescolata al tutto e finite con gli albumi montati, amalgamandoli al composto con movimenti dal basso verso l'alto.

Trascorso il tempo di riposo della pasta frolla, prelevatene i 2/3 e stendetela tra due fogli di carta oleata o da forno quindi rivestite il tipico 'ruoto' di alluminio che per questa dose non dovrà superare i 24-25 cm di diametro. Fate dei buchi sul fondo coi rebbi della forchetta e versatevi all'interno il composto di grano e ricotta. Con la restante pasta frolla fate delle strisce che porrete trasversalmente sulla superficie del dolce a mo' di decorazione.

Cuocete la pastiera in forno statico preriscaldato a 180°C per un'ora e, una volta sfornata, lasciatela riposare anche una notte intera prima di mangiarla.
Nota Bene: la pastiera è un dolce particolarmente umido quindi non vale la prova dello stecchino nè, anche per questo, si sforma dal suo 'ruoto' di cottura.


FONTI:

- Jeanne Caròla Francesconi - 'La cucina napoletana'
https://it.wikipedia.org/wiki/Pastiera_napoletana
- http://www.pastiera.it/

domenica 24 aprile 2016

Biscotti di frolla classica al farro tra i due vulcani

Aprile m'è passato sotto il naso come un soffio di vento ed è stato dolce e atroce proprio come ogni aprile della mia vita. Non a caso, anzi, proprio per questo, forse, è il mese in cui sono nata. E, sia chiaro, non lo cambierei di una virgola.
La prima ricetta che, in extremis - per l'appunto-, propongo per la sfida dell'MTC di aprile, decisa dai sommi vincitori Dani e Juri del blog Acqua e Menta, è cambiata moltissime volte prima di raggiungere la forma definitiva, che non mi ha soddisfatta comunque, come tutte le cose che nascono sotto la luce dell'indecisione. E' una frolla classica al farro, semplice e indolore, buonissima e per questo 'volatile', farcita come se si trattasse di un cannolo siciliano ma con delle variazioni che la avvicinano alla Campania: provare per credere!

Ingredienti
(per ca.18-20 biscotti di 5 cm ø)

- 250 g di burro all'82% di materia grassa tra i 10° e i 14°C
- 250 g di farina debole
- 250 g di farina bianca di farro
- 250 g di zucchero a velo
- 2 uova piccole
- 5 g di sale
- 1 g di vaniglia (baccello)
- 4 g di buccia grattugiata mista di arancia e limone


(per la farcitura)

- 300/350 g di ricotta di bufala in salvietta
- 50/60 g di zucchero a velo
- 70/100 g di macedonia candita a dadini
- la buccia grattugiata di un limone
- ciliegie candite
- granella di pistacchio non salata


PREPARAZIONE

A mano o in una planetaria munita di foglia mescolate il burro a dadini con gli aromi, aggiungete lo zucchero e le uova, uno per volta, e, infine, le farine. Quando l'impasto sarà ben amalgamato, ponetelo in un contenitore coperto con pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per 10-12 ore.

A parte, montate la ricotta di bufala con lo zucchero a velo, aggiungete i canditi e la buccia di limone e riponete in frigorifero fino al momento dell'uso.

Una volta trascorso il tempo, prendete l'impasto, stendetelo, preferibilmente tra due fogli di carta da forno in modo da non utilizzare ulteriore farina, e formate dei cerchi a metà dei quali dovrete praticare un buco centrale. Ponete le forme ricavate su una leccarda rivestita con carta da forno e cuocete in forno statico preriscaldato a 170°C per 25 minuti circa. Sfornate e lasciate raffreddare.

E' il momento di farcire i vostri biscotti di frolla: sulla metà intera, con l'aiuto di una sac-a-poche munita di una bocchetta tonda liscia abbastanza larga perchè i canditi possano passare, mettete una buona dose di ricotta, chiudete con il biscotto bucato, fate aderire al bordo di ricotta della granella di pistacchio e proprio in corrispondenza del buchino ponete una ciliegina candita. Terminati tutti i biscotti, conservateli in frigorifero e, volendo, prima di servirli, spolverizzateli con un po' di zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo alla sfida n.56 del mese di aprile dell'MTC.


lunedì 5 ottobre 2015

Il tema del mese...: il Kranz


Il kranz è un dolce austriaco soffice, un nastro all'odore d'arancia di pasta sfoglia e pasta brioche ripieno di uvetta e canditi. Dolce di sapore ma non troppo, il kranz richiede una lunga e laboriosa preparazione per via delle due paste e del loro riposo ma posso assicurarvi che la pazienza e il lavoro saranno ampiamente ricompensati, oltre che dalla vista, dal primissimo morso.
(Potete leggere la ricetta di seguito o qui nel meraviglioso mondo dell'MTChallenge!!)


Ingredienti

(per la pasta brioche):

- 300 g farina 00 (W350)
- 75 g latte
- 7 g lievito
- 1 cucchiaino di malto di riso
- 2 uova + 1 piccolo (per spennellare)
- 50 g di zucchero
- 100 g burro
- la scorza grattugiata di 1/2 arancia
- 100 g di uvetta
- 100 g totali di arancio e cedro canditi
- zucchero in granella
- un pizzico di sale

(per la pasta sfoglia - ca. 300 g):

- 200 g farina 00 (W350)
- 110 ml latte
- 20 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
- 15 g zucchero
- 2 g lievito di birra istantaneo
- 4-5 g di sale
- 2 g di aceto di vino bianco
- 100 g di burro all'83% di grassi tipo Lurpak


PREPARAZIONE

PASTA BRIOCHE
Sciogliete il lievito ed il malto nel latte intiepidito e versatelo al centro della farina setacciata messa in una ciotola. Mescolate con una frusta e aggiungete quel poco di farina necessario ad ottenere una pastella quindi coprire e lasciar gonfiare (1h circa).
Tirate fuori il burro dal frigo e grattugiateci sopra la scorza di mezzo arancio. Ponete l'impasto col lievito in una planetaria munita di gancio alla minima velocità e aggiungetevi un uovo alla volta leggermente sbattuto e metà zucchero, alternando le aggiunte con la farina ed impastando bene dopo ognuna di esse.
Per ultimo aggiungete il sale ed una manciata di farina lasciata da parte per incordare, unite il burro morbido con le scorze d'arancio un po' alla volta, aspettando il perfetto assorbimento tra un'aggiunta e l'altra.
Una volta ben reincordato, mettete l'impasto con la chiusura sotto a riposare in una ciotola imburrata prima 30' a temperatura ambiente e poi in frigorifero per 12-18 ore.
Trascorso il tempo, rimettete la vostra pasta brioche a temperatura ambiente coperta a campana per un'ora circa, poi impastate sgonfiando con delicatezza e lasciate riposare per 30' sempre con la chiusura verso il basso prima di formare.

PASTA SFOGLIA
In una ciotola sciogliete lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto. A parte setacciate la farina con il lievito di birra istantaneo. Unite il burro e gli ingredienti liquidi a quelli secchi fino ad ottenere un impasto grezzo. Non lavorate eccessivamente l'impasto, quindi formate un quadrato e avvolgetelo in pellicola e fate riposare il panetto in frigo per 6 ore.
Poco prima di tirare fuori l’impasto preparate il panetto di burro schiacciandolo tra due fogli di carta da forno e rimetterlo in frigo mentre stendete l’impasto.
Trascorso il tempo, stendete l’impasto a circa 6 mm di spessore facendo in modo che sia largo poco più del panetto di burro e alto due volte l’altezza dello stesso.Mettete il burro su una metà e richiudetevi l’altro lembo sopra e procedete con la piega a tre. Avvolgete l’impasto in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora. Stendete il rettangolo, avendo cura che la piega sia alla vostra destra, tirandolo ad una lunghezza corrispondente a tre volte il lato corto e fate nuovamente una piega a tre. Avvolgete in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora. Ripetete la piega a tre e il riposo in frigo. (Se fa eccessivamente caldo fate riposare 15′ in frigo e 15′ in freezer).

FORMATURA E COTTURA
Trascorso il tempo necessario per entrambe le paste, riprendetele e stendetele a una misura di non oltre 5-6 mm di spessore e 30 cm per il lato lungo e 20-25 cm per il lato corto. Ricavatene 3 rettangoli per ciascuna della misura di 10 cm x 20 cm.
Cominciate dal rettangolo di pasta brioche: spennellatelo con l'uovo sbattuto e ponetevi sopra una manciata di canditi e uvetta, sovrapponete ora il rettangolo di pasta sfoglia, spennellatelo con l'uovo e spargete un'altra manciata di uvetta e canditi. Continuate alternando gli strati fino al sesto di chiusura di pasta sfoglia che non ricoprirete però di uvetta e canditi. Una volta ben allineati tutti gli strati, schiacciateli delicatamente con il matterello e con attenzione, tenendo le estremità, fate una torsione dell'insieme di strati lungo l'asse longitudinale dello stesso quindi ponetelo su una leccarda rivestita di carta da forno, fate un'ultima spennellata d'uovo sulla superficie, spolverizzate una bella manciata di granella di zucchero e infornate cuocendo in forno statico preriscaldato a 180° C per 40 minuti circa.


FONTI

martedì 7 aprile 2015

Neapolitan 'Pastiera' Whoopies



Dunque... Pasqua è andata, Pasquetta pure.
Qui al sud il tempo è stato tutt'altro che clemente e il freddo l'ha fatta da padrone ma aprile è ancora lungo e noi abbiamo fiducia negli anticicloni.
Qui di seguito propongo una ricetta che accontenterà i nostalgici e l'economia domestica poichè richiama la Pasqua or ora trascorsa e poi vi aiuterà a liberarvi in modo creativo dei residui degli ingredienti usati per preparare le pastiere.
A casa nostra questi meravigliosi biscottini farciti sono durati pochissimo, uno ha tirato l'altro e quasi non c'è stato bisogno di lavare la pentola o la ciotola della crema: provare per credere!

Ingredienti

(per i biscotti):

- 230 gr di farina
- 80 gr di amido di mais
- 1 uovo
- 120 gr di burro
- 120 gr di zucchero
- 100 ml di latte intero
- 1 cucchiaino di lievito per dolci in polvere
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 1 pizzico di sale
- i semi di mezzo baccello di vaniglia

(per la crema alla pastiera):

- 2 tuorli
- 250 ml di latte intero
- 145 gr di zucchero
- 150 gr di grano cotto sgocciolato
- 1/2 baccello di vaniglia
- 30 gr di fecola di patate
- 250 gr di ricotta
- la buccia grattugiata di 1/2 arancia e 1/2 limone
- 1/2 cucchiaino di aroma di fior d'arancio
- 40-50 gr di arancia candita


PREPARAZIONE

Si comincia col preparare i biscottini, quindi in una planetaria o in una grossa ciotola con uno sbattitore elettrico montate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungete l'uovo e la vaniglia e continuate a montare.
Abbassata la velocità delle fruste, unite un po' alla volta la farina, l'amido, il lievito, il bicarbonato e il sale setacciati alternandoli con poco latte a filo.
Amalgamate bene gli ingredienti e trasferite il tutto in una tasca per pasticciere con bocchetta liscia da 1,5 cm e su una placca foderata con carta da forno o su un tappetino in silicone per biscottini formate delle palline regolari e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.
Continuate fino ad esaurire tutto il composto e, man mano che li sfornate, mettete i biscotti a raffreddare su una gratella.

Adesso è giunto il momento della crema alla pastiera.
In un pentolino mettete il grano sgocciolato e il latte con mezzo baccello di vaniglia aperto e cuocete per una ventina di minuti mescolando di tanto in tanto perchè non brucino e il grano non attacchi. Intanto sbattete i tuorli con 125 gr di zucchero fino a formare una crema chiara e spumosa, quindi aggiungete la fecola setacciata e versate il tutto nel pentolino con il grano e il latte e cuocete senza smettere di mescolare fino a che la crema non si sarà ben addensata dopodichè spegnete, trasferite in una ciotola di vetro e lasciate raffreddare.
A parte occupatevi della ricotta e mescolatela con i restanti 20 gr di zucchero, profumate con l'acqua di fior d'arancio, grattugiate le bucce degli agrumi e terminate con i canditi a dadini.
Ora unite la crema al grano e la ricotta e amalgamate bene i due composti: il risultato sarà una vera e propria delizia!
Trasferite la suddetta crema in una sac-à-poche e farcite i biscottini unendoli a due a due ed ecco a voi i neapolitan pastiera woopies, dei biscottini farciti di ispirazione americana ma dal cuore 100% 'made in sud'.


N.B.: Per la ricetta ho utilizzato, in particolare, ricotta di bufala prodotta artigianalmente dal Mini Caseificio Costanzo.